Pensavopeggio

Una mia amica partorì. Qualche tempo dopo, una sera a cena da amici, qualcuno le chiese "E allora com'è andato il parto?" Lei inspirò profondamente, ma prima che riuscisse a trovare le parole giuste, intervenne suo marito. "Pensavo peggio!" disse sgranocchiando l'ultimo pezzo di pizza.

Eccomi

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Pensavopeggio, il libro

Pensavopeggio, il libro

Posa 'sto libro e baciami

Dentro questo libro c'è un racconto di Xhara. Clicca qui per andare al sito dell'editore Zandegù

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sabato, 07 giugno 2008

UNA COSA COMPLETAMENTE DIVERSA

 

 

ATTO I

 

Lui – cosa fai davanti ancora all’armadio vuoto?

Lei – non ho niente da mettermi..

Lui – amore, per forza non vedi i vestiti, sono tutti ammucchiati sul pavimento…

Lui – e questa? Scusa ma questa non è la maglietta che ti ho regalato io?

Lei – sì, ma l’anno scorso.

Lui - è scaduta?

Lui -  ti piaceva.

Lei – sì, certo.

Lui – l’avevi scelta tu.

Lei – infatti.

Lui – io non ci sarei mai arrivato... Non avrei mai pensato che potesse piacerti una cosa così…

Lei – lo so. tu avresti pensato piuttosto a una cosa… così!

Lui – oddio! I pantaloni pitonati! Pensavo che li avessi buttati…non te li sei mai messi.

Lei – non c’è mai stata occasione.

Lui – te li ho regalati l’anno scorso.

Lei – ti rendi conto di che vita facciamo?

Lui – daaaai.

Lei – è che sono un po’ particolari …a chi pensavi quando li hai comprati?

Lui – a te.

Lei – all’altra forse...

Lui – non c’è nessun altra.

Lei – se ci fosse porterebbe un paio di pantaloni del genere.

Lei – all’inizio mi dicevi che ero bellissima anche in tuta.

Lui – lo eri, infatti.

Lei – lo “ero”?

Lui – certe volte perdi il senso dell’umorismo.

Lei – ahahah! Questa è buona.

Lei – comunque adesso chiamo le ragazze e gli dico che non esco.

Lui – perché?

Lei – non ho niente da mettere.

Lui – non dirai sul serio.

Lei – sono ingrassata.

Lui – ma non è vero.

Lei – mi sento brutta.

Lui – non è vero.

Lei  - non sono brutta?

Lui – no.

Lei – non sono neanche bella.

Lui – massì.

Lei – io voglio essere bella come Sharon Stone, o come Michell Phaipferr, o la Bellucci. Sì come la Bellucci. Esatto. Sono come la Bellucci? Sono bella come lei?

Lui – io sono come Brad Pitt?

Lei – cosa c’entra?

Lui – come cosa c’entra?

Lei – tu non vuoi essere come Brad Pitt!

Lui – io e te siamo gente normale.

Lei  perché? perché? perché?

 

Lui – certe volte sembri una ragazzina.

Lei – le chiami tu, le mie amiche? chiama Sonia e dille che sto male.

Lui -  non ci pensare proprio.

Lei – e se mettessi il vestito verde e blu cosa dici?

Lui – perché no.

Lei – aspetta lo provo.

Lei – come mi sta?

Lui – …bene.

Lei – sicuro?

Lui – quello rosso che fine ha fatto?

Lei – quale?

Lui – quello lungo con gli spacchetti laterali.

Lei – dici quello scollato a vu, con le spalline larghe?

Lui – sì.

Lei – l’ho perso.

Lui – come si fa a perdere un vestito? Cosa significa?

Lei – che a un certo momento non l’ho più trovato.

Lui – a un certo momento?... quale momento?

Lei – comunque ho deciso, resto a casa.

Lui – mh.

Lei – perché fai quella faccia, ti spiace?

Lui – avevo detto a Marco di passare…

Lei - non ti va di restare a casa con me?

Lui – perché ho la sensazione di conoscere già l’argomento della serata?

Lei – mi dispiace ma non sono proprio in vena di uscire… prometto di stare buona, anzi sai cosa ti dico? Vado a cucinare.

Lui – con Marco eravamo rimasti per un cinese take away.

Lei – per carità! sei matto?

Lei – che fai?

Lui – chiamo Marco e gli dico che non se ne fa niente.

Lei – perché? dai! mangiamo insieme poi io mi metto sul letto a leggere un po’ e voi fate quello che dove fare... come se io non ci fossi!

Lui – mh.

Lei – dai!

Lui - a un patto.

Lei – ?

Lui – fammi vedere come ti stanno i pantaloni.

Lei – che pantaloni?

Luiquei pantaloni. I miei pantaloni. I pantaloni pitonati.

Lei – maddai…

Lui – te li ho regalati per il compleanno. Non li hai messi neanche una volta. Voglio solo vedere come ti stanno.

Lei – lo sai, te li ho già fatti vedere quando me li hai regalati.

Lui – sì. Di notte in una stanza al buio.

Lui – dài, un secondo, un minuto!

Lei – mi vergogno.

Lui – ma di cosa?

Lei – dai!

Lui – non fare la ragazzina.

 

Lei – ecco, sei contento?

Lui – però…

Lei – ora vado a toglierli.

Lui – …se proprio devi toglierli resta …

Lei – mi stanno uno schifo.

Lui – questo lo dici tu.

Lei – io e quell’altra con le cosce grosse nello specchio.

Lui – vieni un po’ qui…

Lei – non lo so…non mi ci sento.

Lui – vieni vieni…

Lei – dai!

Lui – ci avevo visto giusto, giustissimo...

 

Lei – se avessi saputo che ti facevano questo effetto li avrei messi prima.

Lui – è questo il tuo problema.

Lei - ?

Lui – vuoi andare sul sicuro. Pensi per tutti, pensi anche per me.

Lei – non capisco…

Lui – ma quello che vale per te, magari non vale per un altro. Gli uomini hanno tutto un altro modo di guardare.

Lei – non lo so… ma io non è che mi senta sempre così. Certe volte mi sento anche bella. Per esempio, con quel vestito rosso, hai presente quello di cui parlavi prima?

Lui – stai per raccontarmi come l’hai perso?

Lei – una sera l’ho messo per uscire con le amiche. Non avevamo in programma niente di speciale, solo una pizza, ma io mi sentivo bene, di buon umore e così, senza pensarci, mi sono detta, massì, e l’ho messo.

Lui – mh.

Lei – quella sera non sono passata inosservata. Un ragazzo ha persino fermato Luisa.

Lui – aveva anche lei un vestito rosso?

Lei – voleva il mio numero.

Lui – e lo ha chiesto a Luisa?

Lei – era un bel tipo…

Lui – un bel tipo.

Lei – essì.

Lei – allora petti di pollo alla piastra?

Lui – non mi hai detto com’è finita.

Lei – cosa?

Lui – con il tipo che ha chiesto il tuo numero a Luisa.

Lei – ah no niente.

Lui – no che?

Lei – niente di che…

Lui – ?

Lei – ci è uscita Luisa.

 

ATTO II

 

Lei – tu ti senti sempre bello?

Lui - io sono bello.

Lei – dai.

Lui – Io sono bello, sono sempre stato bello, chiedi a mia madre.

Lei – la prima volta che ti ho visto ho pensato “che brutto!”

Lui – avevi canoni estetici traballanti, eri fidanzata con il fratello scemo di Forrest Gump.

Lei – Alfredo era molto carino e spiritoso.

Lui – ricordo con piacere tutte le sue spassose barzellette sui carabinieri.

Lei -  non si può proprio dire che con te sia stato un colpo di fulmine.

Lui – è che non eri abituata al muschio selvaggio.

Lei – no, davvero, la prima volta che ti ho visto non mi sei piaciuto per niente.

Lui – se hai passato tutto il tempo a fissarmi!

Lei – non te, il tuo naso.

Lui – per essere depressa stasera sei un po’ stronza.

Lei – non devi prenderla male amore, guarda com’è finita!

Lei – io invece ti sono piaciuta subito.

Lui – figuriamoci.

Lei – si vedeva.

Lui – assì? E da cosa?

Lei – sbavavi.

Lui – forse all’inizio hai fatto la difficile, ma tempo un paio di mesi ti ho avuta in pugno.

Lei – beh…

Lui – mazzi di rose rosse! Cene romantiche, gite fuori porta, sorprese di ogni genere e tipo. Ti ho persino regalato un binocolo per ingrandire i sogni lontani, una clessidra per governare il tempo, vuoi mettere la poesia? Ma quando mai ti hanno fatto una corte così, eh? Quando mai?

Lei- beh Marco…

Lui – Marco chi?

Lei – Marco, Marco.

Lui – Marco….?

Lei – eh. Lo sai che gli piacevo, no?

Lui – si, vabbè…

Lei – perché non glielo chiedi quando arriva?

Lui – le hai mai viste le ex di Marco?

Lei – qualcuna e allora?

Lui – qualcuna compresa Annabella?

Lei – Annabella...no, non mi pare.

Lui – ah, ecco.

Lei – ecco che?

Lui – eh Annabella.

Lei – cosa?

Lui – Annabella…eh, Annabella se non l’hai vista…Annabella non si può spiegare.

Lei – tu provaci.

Lui – avevamo vent’anni…

Lei – mh, mh.

Lui - noi ragazzi l’abbiamo vista due volte. Due sole volte. Due volte sole.

Lei – solo due. Ci sono.

Lui – la prima, alla festa dei ventun anni di Marco. E ancora ricordo quando marco ce la presentò…disse…. “lei è Annabella…”

Lei – ma va?

Lui - … ad Aldo è venuto l’asma, Marcello ha cominciato a balbettare, Fabio ha avuto un attacco di riso isterico.

Lei – tu scommetto che hai mantenuto la calma.

Lui- io sono stato l’unico a rivolgerle la parola. Aveva un corpo imbarazzante, amore se l’avessi vista saresti stata d’accordo con me.

Lei – tu avevi vent’anni negli anni ottanta, e lei probabilmente portava un paio di pantacollant con scaldamuscoli,  una camicia di seta con le spalline come Goldrake, e i capelli cotonati.

Lui – i suoi capelli…? lisci come seta.

Lei – però aveva le spalline dì la verità.

Lui – fu una visione.

Lei -  e io?

Lui – tu cosa?

Lei – cos’ho meno di Annabella?

Lui – non sei tu ad avere qualcosa in meno tesoro, è lei che ha qualcosa in più.

Lei – chissà com’è adesso, superati i trenta.

Lui – eh…

Lei – perché fai quella faccia?

Lui – no, niente.

Lei – parla.

Lui – Marco l’ha rivista un paio di mesi fa e …

Lei – non me l’hai detto. Perché non me l’hai detto?

Lui – non lo so….cosa dovevo dirti? Fino a cinque minuti fa non sapevi manco che esistesse, Annabella!

Lei – beh potevi raccontarmi quello che mi stai dicendo adesso mezzo secondo prima che io esca…

Lui – adesso esci?

Lei – sì. Ho cambiato idea. Esco.

….

Lei  - comunque avresti potuto raccontarmela questa storia.

Lui – ma quale storia?

Lei – certe volte sembra che non hai niente da raccontare e poi invece …si scopre che non ti va. Che non racconti niente a me.

Lui – oddiosantissmo!

Lei e cosa fa?

Lui – chi?

Lei – ma come chi? Annabella!

Lui – non lo so…mi pare faccia qualcosa nella moda…

Lei – cioè?

Lui – forse sfila.

Lei – fa la modella?

Lui – uhm, stando alle ultime, sì.

Lei – quanto sei stronzo.

Lui – eh?

Lei – sono nel pieno di una crisi di insicurezza cosmica e tu te ne esci con questa storia delle fotomodelle.

Lui – quali fotomodelle?

Lei – e se io avessi voluto fare la fotomodella?

Lui – ti avrei fatto ragionare.

Lei – ossia?

Lui – sei alta un metro e sessanta e sei la persona meno incline all’anoressia che io conosca.

Lei sei crudele.

Lui – cosa ho detto di male? È la verità…

Lei – sai che ci faccio con la verità? Io voglio una bugia. Una pietosa bugia. ­ Una vera, pietosa, bugia.

Lui – amore tu sei bella come sei,  e meno male, se fossi stata una fotomodella non mi avresti guardato neppure.

Lei – e avrei fatto bene.

Lui – sei bella.

Lei – è una bugia.

Lui  - non volevi una bugia?

Lei – una bugia, ma vera…

Lui - sei bellissima.

Lei – lo dici così per dire.

Lui - per me sei bellissima.

Lei – io non voglio essere bella per te, io voglio essere bella per tutti.

Lui – questo non è un pensiero da signorine per bene.

Lei – forse non sono così per bene.

Lui – cos’hai stasera?

Lei – sono agitata.

Lui – hai le tue cose?

Lei – adoro sentirti ridurre i miei problemi a questioni ormonali.

Lui – per che ora esci?

Lei – no, stasera no, stasera non esco.

 

ATTO III

 

Lei – chi era al telefono?

Lui – Marco dice che ha fatto un po’ tardi, ma arriva. C’è traffico.

Lei – figurati, sarà uscito cinque minuti fa come al solito…

Lui – vero.

Lei – dopo tanti anni non mi stupisco più…

Lui – è fatto così, ti ricordi quella volta a teatro?

Lei – mamma che figuraccia, mi sarei sotterrata.

Lui – l’attore ha smesso di recitare, e nel silenzio generale ci ha seguiti con lo sguardo finché non abbiamo raggiunto i nostri posti al centro della sala.

Lei – ho ancora i brividi, non mi ci far pensare.

Lui - non scorderò mai la signora che alzandosi per farmi passare mi ha sussurrato “Coglione!” .

Lei  lo spettacolo è ripreso solo quando ci siamo sistemati tutti e tre.

Lui - e non credo che quel monologo sulla maleducazione di chi arriva tardi alle prime l’avesse scritto Beckett…

Lui  - siamo arrivati cinque minuti dopo Godot.

Lei – che vergogna.

Lui - e al matrimonio di Marcello e Silvia? Ti ricordi cosa combinò al matrimonio di Marcello?

Lei – la sposa stava per avere un attacco isterico.

Lui – Marcello non gliel’ha ancora perdonata…

Lei – e ci credo.

Lui – ti ricordi quando non si è presentato alla sua stessa festa?  

Lei – oddio, sì! Ma quand’è stato… l’anno scorso o due anni fa?

Lui  - due anni fa.  L’anno scorso è arrivato dopo la torta.

Lei – mamma mia…e ti ricordi cosa combinò da Lucia?

Lui – ahahah, da Lucia! Da Lucia... Da Lucia? No. Non ricordo cosa ha fatto da Lucia, quando è stato?

Lei –  era estate…

Lui - ….

Lei – non ti ricordi? La super mega festa…la festa al mare… dài la mitica festa a casa di Lucia!

Lui – ma quand’è stata?

Lei – ma sarà stata otto, nove anni fa, dài, quando ci siamo conosciuti!

Lui – ma al mare dove?

Lei – al Circeo.

Lui – mai stato al Circeo. Sicura che fosse Lucia?

Lei – mi prendi in giro?

Lui – Circeo ...Lucia…no. Mai festeggiata Lucia al Circeo.

Lei – senti, se c’ero io dovevi esserci per forza anche t…

Lui – già.

Lei – ma se invece di farli alla piastra coi petti di pollo ci faccio due scaloppine?

Lui – forse ti sbagli, forse non ci conoscevamo ancora…

Lei – forse.

Lui – però no… se hai detto che c’era Marco… Marco te l’ho presentato io…dovevamo conoscerci per forza.

Lei – mh.

Lui – allora?

Lei – probabilmente erano i primi tempi…

Lui – hai detto che era estate?

Lei – forse era primavera inoltrata.

Lui – fammi pensare… noi ci siamo conosciuti a gennaio… febbraio marzo… ad aprile stavamo insieme.

Leiinsieme…eravamo all’inizio, non si può proprio dire che stessimo insieme…

Lui – come no! ti ricordi la mega chiusa di tre giorni che facemmo a casa tua quando i tuoi partirono per Firenze? Roba da pazzi eh, amore..

Lei – eh…

Lui - se non stavamo insieme allora, quando?

Lei – quando?

Lui – io dovevo essere a quella festa. Perché non ero a quella festa?

Lei – forse è stato quando ti sei operato al malleolo.

Lui – negativo. Al malleolo mi sono operato sei anni fa.

Lei – magari stavi male.

Lui – forse.

Lei – cosa fai?

Lui – chiamo Marco, magari lui si ricorda.

Lei – lascia stare.

Lui – perché?

Lei – tanto tra un po’ sarà qui …e poi dai su…

Lui – cosa?

Lei daaaai.

Lui – cosa?

Lei – su…

Lui – su cosa?

Lei – su non ricordi? Eravamo all’inizio…ci stavamo studiando…

Lui – ma insomma… io mi sentivo preparato.

Lei – c’era quel gioco tra noi, quei sottintesi…

Lui-  sottintesi fino a un certo punto.

Lei – tutte quelle cose non dette?

Lui – quali cose? Io dicevo “ti amo” tu rispondevi “anch’io”.

Lei – vabbè...non valeva…

Lui – come non valeva?

Lei – era troppo presto.

Lui – io ero innamorato.

Lei -  hai detto “ero”?

Lei – non mi ami più?

Lui – cosa c’entra?

Lei – hai parlato al passato, hai detto “ero innamorato”.

Lui – parlavamo del passato ho usato il passato, è una questione di consecutio.

Lei – adesso sì che avrebbe senso dire “ti amo” non cento anni fa…

Lui – a parte che non erano cento ma nove, e comunque adesso è diverso.

Lei – scusa?

Lui – prima di affrontare questo argomento, potremmo concludere con la festa di Lucia?

Lei – dai, ne abbiamo parlato anche l’altra sera, quando siamo andati a casa di Marco, possibile che non ti ricordi?

Lui – no.

Lei – ma hai capito di quale estate si tratta?

Lui – sì  certo, pensavo che fosse stata l’estate più divertente di tutta la mia vita e ora scopro di essermi perso il meglio.

Lei – noi tre eravamo inseparabili.

Lui – noi tre?

Lei – tu Marco ed io.

Lui – saremmo stati anche inseparabili, però alla festa di Lucia io mica c’ero. Come mai?

Lei – vai a sapere.

Lui – fu divertente?

Lei – caspita.

Lui- cosa ci fu di così strepitoso?

Lei – beh… noi tutti…

Lui – e Marco?

Lei – cosa?

Lui – beh prima stavamo elencando tutte le sue migliori performance…cosa  mi sono perso? Cosa combinò Marco allora?

Lei – ma niente di speciale…

Lui – del tipo?

Lei – era completamente ubriaco.

Lui – e quindi?

Lei – e quindi faceva le cose che si fanno quando si è completamente ubriachi…

Lui – come ad esempio?

Lei – che palle.

Lui – cosa?

Lei – mi stai facendo il terzo grado?

Lui – no. Quale terzo grado? Che c’entra il terzo grado? Voglio solo cercare di capire dov’ero quella sera e cosa mi sono perso.

Lei – squilla il telefono rispondi? Se è Sonia dille che arrivo. Ci metto cinque minuti.

Lui – esci?

Lei – te l’avevo detto no?

Lui – pronto?

Lui – ciao. Come?

Lui – da quando hai delle piante?

Lui – mh. Ho capito non vieni... peccato, qui stavamo ricordando i vecchi tempi. Ti ricordi la super mega festa di Lucia al mare? 

Lui – esatto sì, quella al Circeo.

Lui – sì, più o meno, sì, nove anni fa.

Lui – come? sì, sì mi sta raccontando tutto.

Lui - sei contento? sì, sì, anche io. Mi spiace solo essermi perso la festa del secolo...

...

Lui – certo che l'ho presa bene, non sono mica un troglodit...sì, tutto tutto, certo...anche di voi, sì, anche di voi...di voi? scusa in che senso?

Lui – come?!

Lui – ma che cacch…

Lui – ubriachi, fumati, cosa?! e questa sarebbe la spiegazion…?

Lui – marco? pronto? marco?

 

Lei – amore allora ciao, ci vediamo dopo.

Lui – indovina?

Lei – cosa?

Lui - Marco non viene.

Lei – ah, mi spiace perché?

Lui – deve innaffiare le piante.

Lei – quali piante? Marco odia le piante.

Lui – come lo conosci bene…

Lei – mh?

Lui – “Marco odia le piante”, che affermazione sicura…

Lei – ti senti bene?

Lui – a me le piante piacciono, sì o no?

Lei – boh. Credo di no. O sì?

Lui – dipende dalle piante.

Lei – bene. un giorno o l’altro potremmo andare a comprarne qualcuna per il nostro balcone.

Lui – non credo. Le piante che piacciono a me non sono le stesse che piacciono a te.

Lei – a me piacciono tutte le piante

Lui – soprattutto se si possono fumare.

Lei – eh?

Lui – che schifo.

Lei – ma cosa?

Lui – la signorina “voglio essere bella per tutti”, che tristezza.

Lei – oh, ma sei scemo?

Lui – “eravamo fumati, eravamo ubriachi è stata una cosa fatta senza pensare...”. Sì sono scemo. Ma scemo forte. Scemo col botto. Anzi non scemo, stronzo.

Lei – ehi ma che succede...

Lui – l’unico stronzo che ancora si fa tradire dalla sua ragazza e il suo migliore amico.

Lei – di che hai parlato con marco?

Lui - preoccupata?

Lei – no, per niente. Che ti ha detto?

Lui – qualcosina sulla festa di Lucia, non era poi così ubriaco quella sera…si ricorda tutto.

Lei – che- ti-ha det-to?

Lui – “non dirmi che finalmente ti ha raccontato di noi?”. Ma noi chi? noi cosa? noi quando?

Lei – ah quello.

Lui - sì, quello.

Lei - amooooore, te la stai prendendo per una sciocchezza!

Lui – “amore” un par di palle.

Lei – è stata una cosa così….eravamo completamente fuori…

Lui – no, io ero fuori, io. Voi eravate dentro. Che schifo… Ma come t’è saltato in mente? Come? Come?

Lei – ti ho già detto che eravamo ubriachi.

Lui – ah certo, e io? Dove ero quella sera? E le altre? Quanto è andata avanti questa schifezza?

Lei – amore, ma quanto vuoi che sia andata avanti, niente!  È stata una scemenza da ragazzini… io ti amavo alla follia.

Lui – e meno male.

Lei – ne abbiamo riso, amore, subito dopo quel bacio abbiamo riso.

Lui – cornuto e mazziato. Alla grande.

Lei – è sempre te che ho amato, e lo sai. Non sarei qui, non saremmo qui tesoro... non puoi prendertela per una cosetta successa nove anni fa!

Lui – e invece è qui che ti sbagli.

Lei – maddai! è stata una sciocchezza! una stupidaggine! una svista! ti dirò di più, è stata anche utile. Mi ha fatto bene. Forse se non ci fosse stato quel bacio non avrei mai saputo con certezza che eri tu quello giusto.

Lui – e quei tre giorni di sesso sfrenato a casa dei tuoi?

Lei – ancora! tesoro il sesso è sesso. L’amore è un’altra cosa…

Lui – sì, certo, sincerità, fiducia, fedeltà.

Lei – uff…mi stai estenuando.

Lui – tu mi hai tradito!

Lei – piano con le parole.

Lui -  tu mi hai TRADITO.

Lei – che melodramma.

Lui – melodramma un paio di palle.

Lei – un paio di bacetti non sono tradimento.

Lui – buono a sapersi.

Lei – voglio dire…

Lui – cosa? cosa?

Lei – eravamo fumati e completamente ubriachi.

Lui ergo? La regola qual è? Un paio di bacetti se si è completamente ubriachi e fumati non sono tradimento?

Lei – dipende un po’ dal contesto…

Lui – il contesto? e chi lo giudica il contesto?

Lei – amore ma io ti amo!

Lui –non c’entra.

Lei – non c’entra? Sì che c’entra. Certo che c’entra. E ti amavo anche allora, ma eravamo ragazzini… è stata una scemata, lo sai, dài che lo sai…

Lui – e Marco, Marco, io mi fidavo di Marco…

Lei – massì, anche Marco è tuo amico.

Lui – non oso pensare ai nemici.

Lei – dài non esagerare…dammi un bacio.

Lui – sì, un bacio…

Lei – eh. Un bacio, dài, dammi un bacio come quelli di prima…

Lui – eh. Un bacio…

Lei – dààààài.

Lui – eh.

Lei – dààààài.

Lui – tò, tieni. Contenta?

Lei – sìsì, contenta. Un altro?

Lui – eh, un altro.

Lei – dàààààài.

Lui – uhm. Ecco.

Lei – ti amo tanto amore mio.

Lui – umpf.

Lei – e tu? mi ami tu?

Lui – no.

Lei – dàààààài.

Lui – ti amavo fino a mezz'ora fa, ora non più.

Lei – dààààài.

Lui –anche se fosse non cambia le cose.

Lei – ok, però mi ami.

Lui -  mh.

Lei – lo sapevo, sai che faccio? Non esco e resto con te così ti coccolo un po’…

Lui – non so come potresti riacquistare fiducia, non so...

Lei – potrei farti dei massaggi…

Lui – non ti basterebbe tutta la notte.

Lei – scommetti?

Lui – uhm…

Lei – se ti stendi comincio….

Lei – come va?

Lui – così.

Lei – sei un po’ teso… contratto.

Lui – chissà perché.

Lei – ti piace così?

Lui – uhm.

Lei – continuo?

Lui – sai cosa?

Lei – cosa amore?

Lui - avrei capito un tradimento…

Lei – ancora? sei ancora lì col pensiero?

Lui – avrei capito un tradimento qualche mese dopo, o magari durante il secondo o terzo anno che ne so… ma allora…allora no…e poi se non c’era nulla di male perché non dirlo? Perché tenervelo per voi e ridere alle mie spalle? avete riso eh? quanto? quanto?

Lei – scusa come hai detto?

Lui – avete riso?

Lei – no prima.

Lui – non lo so, non mi ricordo. Ha importanza?

Lei – hai detto che avresti capito un tradimento qualche mese dopo o magari nel secondo o terzo anno della nostra storia, perché?

Lui – perché sì.

Lei – vuoi dirmi che avresti preferito un tradimento quando oramai la storia era avviata e la fiducia consolidata,  piuttosto che all’inizio quando ancora non c’era niente?

Lui – tu quella chiusa di tre giorni la chiami niente?

Lei – ancora! rispondi alla mia domanda.

Lui – ma sì, non ti ricordi tutti i problemi che abbiamo avuto all’inizio? E la crisi del secondo anno?

Lei – quale crisi...

Lui – non ci siamo sentiti per un mese…

Lei – quando?

Lui – che memoria pigra amore, quando tu sei voluta partire da sola per il Brasile.

Lei – quando io sono dovuta andare in Brasile per lavoro, vuoi dire.

Lui – io non ero d’accordo e tu sei andata lo stesso.

Lei – era il mio lavoro.

Lui – seicento euro al mese lo chiami lavoro?

Lei la mia indipendenza scatta dai mille euro in su?

Lui – non metterla su questo piano, non è questione di indipendenza.

Lei – annò?

Lui – eravamo in crisi e tu hai preferito fuggire piuttosto che affrontare la cosa.

Lei – io non sono fuggita da nessuna parte, e non ricordo nessuna crisi.

Lui – discutevamo sempre di come sarebbe stato il nostro futuro. Tu volevi che andassimo a vivere insieme e io no.

Lei – non eri così categorico, solo un po’ impaurito.

Lui – ero terrorizzato.

Lei – voi ragazzi siete fatti così. Dovete perdere una donna per sapere di volerla. Ho pensato che non vedermi per un po’ ti avrebbe fatto bene.

Lui – ma non è stato così.

Lei – come no? guardaci ora…

Lui- se non fossi tornata a bussare alla mia porta non ci saremmo più rivisti.

Lei – cosa dici…

Lui – tu eri presa dalle tue cose, e non mi telefonavi mai. Io ero entrato nell’ordine di idee che non era cosa, e non ti telefonavo mai.

Lei – certo eravamo un po’ sulle nostre, un po’ sostenuti, però io ti chiamavo, la linea era sempre disturbata, il tuo cellulare sempre scarico, ti ricordi? Si ruppe proprio in quel periodo…

Lui – avevo bisogno di stare solo, di capire che direzione prendere,

Lei – mi volevi lasciare…

Lui – non era una cosa che riguardava te, neppure le altre donne mi attiravano più di tanto.

Lei – scusa?

Lui – sì, ho tentato di frequentare qualcuna, ma la questione era più ampia, più vasta, molto più complessa, il problema vero era: sono fatto per la vita di coppia? O mi basta quale relazione ogni tanto per stare bene? voglio una famiglia? sono pronto a scegliere di stare con una sola donna? di condividere la mia vita, le mie cose, il mio tempo con lei?

Lei – frequentare qualcuna?!?!?!

Lui – ti dico che non era questo il punto.

Lei – TU HAI FREQUENTATO ALTRE DONNE?

Lui – poca roba. te l’ho detto, non era questo il punto.

Lei - COSA?!

Lui – prego?

Lei –  vuoi dire che mentre io marcivo nelle favelas brasiliane, tu frequentavi qualcuna?!

Lui – ero amareggiato.

Lei – sei stato con qualche donna?

Lui – perdi di vista la questione centrale.

Lei – sei stato con qualcuna?

Lui – non più che un paio di bacetti tesoro.

Lei – va al diavolo.

Lui – amore, non fare il melodramma.

Lei – stronzo.

Lui – dove vai? che fai?

Lei – me ne vado da qui, ho la nausea. 

Lui - hai una reazione esagerata.

Lei - quante volte? quante volte mi hai fatto questo? quante volte?

Lui – ma non stavamo neppure insieme, non ci sentivamo, e quando te ne sei andata hai detto che dovevo riflettere e capire bene quello che volevo.

Lei – che non vuol dire scopa a destra e a manca.

Lui – lo so, hai ragione, ma sono stata due scemenze, le ho vissute malissimo, dopo sono stato anche male.

Leidue?!

Lui – ti amavo. Speravo che bussassi ancora alla mia porta.

Lei – io ti odio. Sei come tutti gli altri. Che schivo. Mi fai ribrezzo. Che delusione.

Lui – mi hai appena detto di essere stata con il mio migliore amico, dovresti essere più comprensiva.

Lei – quella era una cosa completamente diversa, e lo sai.

Lui – sì certo allora stavamo insieme e andava alla grande.

Lei – io me ne vado.

Lui – esci?

Lei – me ne vado.

Lui – scappi.

Lei – stronzo.

Lui – non esagerare.

Lei – come hai potuto dirmi tante bugie…

Lui – senti io amo te e tu me. È un dato di fatto. Ci dovevamo assestare…dovevamo capire come funzionare noi due soli, no? E adesso va. Va alla grande.

Lei – che disastro…

Lui – no ti prego non piangere.

Lei – non piango.

Lui – ti prego…

Lei – figurati se piango…

Lui – dove vai?

Lei – vado a vestirmi. Esco. Ho un appuntamento. Nel frattempo cerca di non portarti a letto la vicina.

Lui – la signora Sacchi ha settantacinque anni.

Lei – sei un mostro.

Lui – cerco di sdrammatizzare. Che fai?

Lei – mi vesto, non vedi?

Lui – esci così?

Lei – sì perché? hai qualcosa in contrario?

Lui – no…no. Però…

Lei – però che?

Lui – dicevi che i pantaloni pitonati non erano il tuo genere…

Lei – e invece guarda un po’? lo sono diventati…

Lui – non metterla su questo piano…

Lei – non la metto su nessun piano. Ora apro quella porta ed esco. Questo non significa che ti lascio e che puoi chiamare tutte le donne che conosci. Quando ti lascerò sarai il primo a saperlo. Ok?

Lui – metti un cappotto, un impermeabile, qualcosa…

Lei – no, soffoco, esco così.

Lui – portati dietro almeno un coltello da cucina…

Lei – addio.

Lui – ciao.

….

Lui – chi  è?

Lei – mi apri?

Lui – cos’hai dimenticato?

Lei – aprimi per favore.

….

Lui – allora?

Lei – allora niente.

Lui – che fai?

Lei – non vedi? Mi cambio.

Lui – perché? stai così bene…

Lei – no, non mi ci sento…poi non lo so, m’è passata la voglia…ho deciso non esco.

Lui – di nuovo?

Lei – sì ti spiace?

Lui – no, no, ho appena chiamato il cinese ti vanno gli involtini primavera?

Lei – per carità! Sei matto? Ti vanno due petti di pollo?

 

 

TO BE CONTINUED...

Postato da: Xhara a 12:23 | link | commenti (42) |
lei e lui


Commenti
#1   07 Giugno 2008 - 12:53
 
Un po' per volta lo leggerò tutto, giuro!
utente anonimo

#2   07 Giugno 2008 - 13:01
 
Scrivi poco ma quando scrivi, scrivi lungo, eh? :)
utente anonimo

#3   07 Giugno 2008 - 13:58
 
STUPENDO!! L'ho letto tutto d'un fiato! Grazie, grazie mille per aver pubblicato una perla del genere!

Quanto c'è da imparare da un dialogo del genere....
utente anonimo

#4   07 Giugno 2008 - 16:15
 
brava!
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#5   07 Giugno 2008 - 17:07
 
Ciau bellezza, questo dialogo è stupendo. Fa venire voglia istantaneamente di lasciare il proprio ragazzo di mettersi con un altro di lasciare pure quello di mettersi con un terzo di lasciarlo di... Non mi fanno del tutto bene i tuoi dialoghi, perchè sono uno sprofondare le dita in trenta barattoli di marmellata contemporaneamente. Ovviamente è che non mi fanno bene i miei punti deboli.

Un bacio, tequila, sale, limone, ciniglia.

PS: Poi la serata è andata bene, fin troppo bene!!

PPS: Mi ha scritto il Velista... Prossimo convegno preparati al tajo!

Dis.
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#6   07 Giugno 2008 - 17:08
 
S-P-E-T-T-A-C-O-L-A-R-E !!
utente anonimo

#7   08 Giugno 2008 - 11:58
 
Ma cos'è, hai messo i microfoni dentro casa mia??

U-GUA-LE!!

Grande :)
utente anonimo

#8   09 Giugno 2008 - 00:55
 
:)
letto tutto d'un botto!
utente anonimo

#9   09 Giugno 2008 - 12:16
 
"Io voglio una bugia. Una pietosa bugia. ­ Una vera, pietosa, bugia"

strepitoso.
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#10   09 Giugno 2008 - 13:57
 
"siamo arrivati cinque minuti dopo Godot." geniale!, mi permetto di riciclare la battuta alla prima occasione. xx Alessia
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#11   09 Giugno 2008 - 22:46
 
ahhaha stupendo....sei una grande!
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#12   10 Giugno 2008 - 11:53
 
cavolo, mi è venuta l'ansia a leggerla...
utente anonimo

#13   10 Giugno 2008 - 13:59
 
Memorabile... A.
utente anonimo

#14   10 Giugno 2008 - 14:28
 
Fantastico
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#15   10 Giugno 2008 - 17:20
 
un fenomeno. sei semplicemente un fenomeno.
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#16   10 Giugno 2008 - 23:45
 
Lui – no, no, ho appena chiamato il cinese ti vanno gli involtini primavera?
Lei – per carità! Sei matto? Ti vanno due petti di pollo?

Lui – Uff...Non riusciamo a trovarci d'accordo nemmeno su decisioni così banali...a me due petti di pollo non vanno, nemmeno se affronto la situazione di petto. Stasera, poi, mi andrebbe tutto di traverso. Annullo gli involtini e mi faccio un toast. Ne vuoi uno anche tu?
Lei - ...
Lui - Allora?
Lei – Esco.
Lui – Deciditi, cazzo. Ma perché sei tornata indietro?
Lei – Non dovevo?
Lui – Sì, certo. Certo. Ma...
Lei – Comunque, ora esco.
Lui – Forse uscirò anch'io. Ho bisogno d'aria.
Lei – Fai quello che ti pare. Ciao
...
Lei – Pronto, Marco?
LuiM – Eh.
Lei – Che cazzo vai a dire? Secondo te avrei potuto mai rivelare a mio marito di noi?
LuiM – Che ne so... era così deciso, per un attimo ho pensato che tu avessi spifferato tutto, mi sembrava che ammettere qualcosa fosse l'unica strada. Ma non ho detto nulla di preciso. Tu, piuttosto, che gli hai detto?
Lei – Gli ho detto che a quella festa ci siamo baciati...due volte.
LuiM – eh. In effetti c'è un fondo di verità. Due volte.
Lei – Già. Tu is mel che uan.
LuiM – Che fai, stai venendo qua?
Lei – Sì. Ho fatto finta di fare la tira e molla. La moglie trascurata, sai, un po' depressa, che va, torna, poi se ne va...
LuiM - Credo di capire.
Lei - Ho un paio di pantaloni pitonati...
LuiM – Wow! Che sorpresa! Magari te li strappo, come il vestito rosso.
Lei - Non se ne parla. I negozi sono chiusi a quest'ora. Non troveresti niente da regalarmi.
Lui - Bene, farò il bravo, insomma, quasi bravo...comunque l'idea dei pantaloni è proprio bella.
Lei – Tanto per cambiare, pensavo.
LuiM – Così cambiamo anche posizione.
Lei – Sì, mi va anche quello.
LuiM – Come sei disinvolta stasera. Che ti è successo?
Lei - Ho capito che tra un po' saremo vecchi e...
LuiM - e?
Lei - ...e se adesso certe cose possono apparire imbarazzanti, in futuro saranno patetiche. Meglio non perdere tempo.
LuiM - Non chiedo di meglio. Sonia ti regge la parte?
Lei - Sì. Mi deve un favore. Uguale al mio. Così nessuna delle due è ricattabile.
LuiM - Bene. La scusa delle piante mi è venuta all'ultimo momento con tuo marito.
Lei - Un po' traballante, in effetti. Tu odi le piante.
LuiM - Va beh. Scusa, suonano alla p...
Lei - Sono io, già dietro la tua porta.
LuiM - Che splendore! I pantaloni mi fanno già effetto. Vieni...
...

Lui - E' tanto che aspetti?
Annabella - Stavo per uscire di casa...
Lui - Non è stato semplice, stasera. Alla fine ho dovuto giocare la carta del toast.
Annabella - Che vuol dire?
Lui - Le ho offerto un toast. Lei odia i toast, e anche la cucina cinese. Insomma, alla fine è uscita.
Annabella - Marco ti regge la parte?
Lui - Certo. Eravamo d'accordo. Mi ha inventato una scusa all'ultimo momento. Certo che ha una fantasia... Si è inventato che avrebbe dovuto innaffiare le piante.
Annabella - ma ti puoi fidare di uno così - non cambierà mai, cavolo - un superficiale che si inventa scuse che non reggono?
Lui - Sarà anche superficiale, ma Marco è un amico, anche se ho scoperto che una volta ad una fes - ma non importa, è un amico.
Annabella - Vieni qui, non pensarci. Hai visto cosa indosso?
Lui - I pantaloni pitonati!
Annabella - Eh sì, quelli che mi hai regalato tu...come mi stanno?
Lui - ho la gola secca...
Annabella - Vieni, vieni qui.
...


[Toni]
utente anonimo

#17   11 Giugno 2008 - 09:33
 
MITICA MITICA MITICA!!!

GRANDISSIMA!!!!

:-DDDD
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#18   11 Giugno 2008 - 10:44
 
c'è sempre un Toni di troppo
Igor
utente anonimo

#19   11 Giugno 2008 - 12:20
 
Igor, non credo di essere stato in alcun modo offensivo nei confronti della padrona di casa e dei gentili visitatori. ed inoltre non te l'ha ordinato il medico di leggere i miei commenti.
Siamo in un paese libero. Per ora. almeno...
Enjoy
[Toni]
utente anonimo

#20   11 Giugno 2008 - 12:32
 
Toni, non ho mai detto che tu sia stato offensivo. Ma proprio perché siamo in un paese libero, ho espresso la mia opinione sul tuo commento. Che, per me, non è un commento ma un inserimento poco opportuno. Il che nulla toglie alla tua libertà di esprimerti, che in quanto tale è sacrosanta.
Enjoy pure a te.
Igor
utente anonimo

#21   11 Giugno 2008 - 13:49
 
Vorrei puntualizzare due cose:
1)Il contenuto offensivo di un commento è, a mio avviso, l'unica condizione tale per cui un visitatore meriti di essere "bannato" o ripreso pesantemente dagli altri. Non essendo stato offensivo, mi pare, il mio commento può tranquillamente rimanere nel mondo blog, indipendentemente dalla sua qualità.
2)Tu, Igor, prima scrivi :"c'è sempre un Toni di troppo " e poi: "non è un commento ma un inserimento poco opportuno". Su quest'ultima frase detta in seconda battuta, nulla da eccepire, anzi potresti aggiungere "hai scritto una cagata", ecc.ecc. e andrebbe benissimo. Siamo in un paese libero.
Sulla frase precedente, Igor, dissento. Tu sposti il tiro da ciò che ho scritto a me medesimo, il "Toni di troppo", condito da un bel "sempre" che altro non è che una generalizzazione, da cui non ci si può mai difendere. Come se tu fossi ad un'allegra cena, e ad un certo punto tu dicessi: "C'è sempre un Mario di troppo a queste cene". Ho la sensazione che frasi del genere siano proprio legate al fatto che non ci si veda nelle palle degli occhi, non ci si tocchi, non si avverta il tono della voce di chi hai davanti.
[Toni]
utente anonimo

#22   11 Giugno 2008 - 14:12
 
Ci diamo un taglio?
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#23   11 Giugno 2008 - 14:17
 
Obbedisco, Xhara. E taglio.
Igor
utente anonimo

#24   11 Giugno 2008 - 16:53
 
un taglio dove?
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#25   11 Giugno 2008 - 19:18
 
nooooo la polemica era bella quanto il post stesso, continuate continuate!!! via aizzo io, siete due pezzi di somari!!! il tuo commento era offensivo perche' nell'offensivita' intrinseca dell'offensivitezza come idea platonica, io mi offendo e ti dico che sei un pezzo di somaro. e voglio anche privarti della tua liberta' di espressione che sara' anche sacrosanta, ma te le puoi mettere la' dove il somaro fa le cosine... dai dai polemica polemica (cmq io sta polemica non l'ho capita, ma me la faccio spiegare domenica da igor)
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#26   12 Giugno 2008 - 09:31
 
ho tempo fino a domenica per capirci qualcosa anch'io, dunque
(maddai, ci vediamo domenica? ma non lo sapevo mica?)

igor
utente anonimo

#27   12 Giugno 2008 - 11:36
 
bellissimo il post e il commento di toni.

trama scontata, ma efficace.
bravi!
utente anonimo

#28   17 Giugno 2008 - 12:32
 
il commento di toni era decisamente fuori luogo. problema di tono. e problema di stile. ha insomma reiterato un luogo comune. ma ha un pregio: ha accentuato la bellezza del dialogo originale.
utente anonimo

#29   18 Giugno 2008 - 12:29
 
è talmente realistico e perfetto,nella sua "tragicomica" aderenza al reale, che mi ha aiutato a ripassare tutti i buoni motivi per i quali evidentemente sono una "nubilona" incallita. Peccato non poter riportare un altrettanto realistico dialogo tra un "lui" e il suo "se stesso" o una "lei" e la sua "se stessa" che evidenzi l'identica tragicomicità insita nell'altrettanto problematica condizione di "single" per scelta (di entrambi) che molti, come me, purtroppo e per fortuna vivono.

Un applauso a Xhara.
Sempre più da ripubblicare! (spero presto)


Un caro saluto dalla gabbia di piazza Albania (che ben conosci e dove non posso neppure - sigh! -cantare),
Ma'

utente anonimo

#30   20 Giugno 2008 - 01:42
 
fantastica. non ho altre parole perchè questa le contiene tutte.
adoro come scrivi, i tuoi dialoghi pungenti scivolano come l'olio, perfetti. complimenti ^^
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#31   23 Giugno 2008 - 15:54
 
Bellissimo! Un "botta e risposta" da paura!
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#32   03 Luglio 2008 - 10:34
 
Splendidi dialoghi.

Ma come caspita fai a ricordarti tutte le battute? :)

Nina
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#33   08 Luglio 2008 - 17:21
 
Passavo di qui per caso e ho letto.......semplicemente..
GENIALE!
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#34   15 Luglio 2008 - 15:45
 
LUI -Bisogna che impari a rispettare i miei limiti e spazi io non ti limito ,ti limito io ?-
LEI -No ...-
LUI-Perchè se non si riesce a rispettare le libertà altrui , non si rispettano i pensieri altrui è una forma di prevaricazione quasi fascista-
LEI-...mh-
LUI- Diciamolo finalmente che nel tuo io c' è una forma di morboso totalitarismo-
LEI- Totalitarismo..-
LUI -Non mi interrompere ...anche le risposte a fiume il non lasciar ribattere la controparte è una dimostrazione della tua dittatorialità-
LEI- Ok ho capito Mussolini non ti avrebbe permesso di giocare a calcetto-
utente anonimo

#35   20 Luglio 2008 - 17:48
 
che perla, o che pirla, a scelta
utente anonimo

#36   29 Luglio 2008 - 16:03
 
mi sono talmente identificata che alla fine soffrivo di claustrofobia.

bellissimo!

un salutone
panz/frò
utente anonimo

#37   01 Agosto 2008 - 11:51
 
Tu sei un genio.
Dialogo teatrale degno di essere paragonato qualitativamente a "Piccoli crimini coniugali" di Eric-Emmanuel Schmitt.
I miei complimenti più sinceri.
utente anonimo

#38   01 Agosto 2008 - 12:39
 
ho riso un sacco!!!!!!!!!!

grazie!!!1
utente anonimo

#39   18 Agosto 2008 - 15:48
 
Ciao R., ma adesso fai l'insegnante? no perche' vedo che sei in vacanza dal 7 giugno...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Los.Capitaneos

#40   31 Agosto 2008 - 15:34
 
O mio Dio! Impressionante! Deve essere molto stressante la vita di coppia...
utente anonimo

#41   16 Ottobre 2008 - 23:55
 
Potrai non credermi, ma questo dialogo sembra una perfetta discussione quotidiana tra me e l'uomo col quale mi costringo a stare.
utente anonimo

#42   30 Marzo 2009 - 21:37
 
CHE COPPIA TRISTE!!!!!
utente anonimo

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